Amen (mn) è una parola ebraica antichissima. Utilizzata sia nell’Antico come nel Nuovo Testamento, il suo significato è legato a ciò che è, ciò che è vero.

Amen è una parola riconosciuta come chiusura di una preghiera : COSì SIA

Amen si lega alla religione cristiana ma non solo, di origine semitica, successivamente riportata nel latino, diventa una parola universale mantenendo lo stesso significato e valore.

Una parola chiave che attraversa i millenni ha una sua utilità perché racchiude un idea di cui abbiamo saldamente bisogno.

Ad oggi è diventata una locuzione che calata nel parlare comune indica : “pazienza”, non si può fare nulla, lasciamo che sia.lasciamo che sia.

Amen chiude, conclude, pone un limite all’azione, definendola richiamando alla veridicità di ciò che è.

Amen è un termine che ha attraversato la storia per il suo significato religioso, legato alla preghiera ,in senso teologico , la sua radice, nel suo significato ci porta a riconoscere che c’è un limite che non possiamo controllare: COSI’ SIA

Diversamente non possiamo fare, offre i’ opportunità di trovare un freno al nostro senso di onnipotenza ( innato) lasciando spazio alla condizione di accettare ciò che è, secondo il principio di realtà imponderabile, a noi non conoscibile.

La storia segue il suo corso in avanti e in profondità , le nostre scelte, le azioni che compiamo o che non agiamo determinano, costruiscono o deviano i nuovi percorsi, i nuovi spazi di sviluppo o la loro negazione.

Amen non indica solo un limite ma una svolta alla condizione dell’umano. COSI SIA è il riconoscimento di un ordine a cui non possiamo accedere.

La nostra personale e legittima posizione di considerare un “Oltre”o la sua negazione ci rimanda alla stessa possibilità di un COSì SIA.

Per il credente, per colui che sceglie con il cuore un apertura all’oltre e sintonizza la propria vita su un cammino che non ha un fine, dove la morte corporale diventa un tramite per una trasformazione e un accoglimento di amore incondizionato, Amen rappresenta l’adesione alla verità come un assoluto.

Per i non credenti Amen resta archiviato nel dizionario, un elemento di cultura.

Per i molti che lasciano aperto il cuore all’oltre ma non riescono, non si fidano, hanno timore ad affidarsi, Amen diventa una parola davvero importante, lasciare che ci possa essere un oltre, una verità a cui non possiamo accedere ma lasciare la speranza che, chissà ,esista uno spazio di un ordine giusto, di apertura senza confini inviolabili,Amen.

Il limite non è una linea netta da oltrepassare ma un dato, una costante intrinseca al nostro agire.

Il limite ha molte sfaccettature, il limite è una certezza, sempre.

Amen rappresenta quel limite che non dipende né dalla nostre capacità, dalla volontà, né dal desiderio ma esprime quell’inconoscibile, imponderabile che è una parte ineludibile per ognuno di noi,a ricordarci che non possiamo avere il completo controllo degli eventi.

Il limite, abitualmente, viene considerato quella “non sufficienza”a procedere, può essere interno alla nostra espressione o una condizione esterna che non possiamo modificare.

Quello che è necessario riconoscere è che ci sono e ci saranno sempre dei limiti da superare.

Per andare oltre è necessario riconoscerne la peculiarità nell’umano e non sono sotto il nostro completo controllo.

Partiamo dalla relazione con noi stessi, la più importante, la relazione vitale. Quando cerchiamo di raggiungere un obiettivo di qualsiasi tipo : personale, professionale, sentimentale, economico, scopriamo che sul nostro percorso ci sono degli ostacoli al finalizzare ciò che ci eravamo prefissati.

Inevitabile trovare sbarramenti dovuti alle nostre capacità, alle condizioni esterne e la nostra capacità di previsione e di controllo, possiamo incontrare ostacoli di ogni genere: fisici, intellettivi, etici, temporali …Non solo, non sempre troveremo una definizione , una causa determinante al nostro procedere.

Il riconoscimento dell’imponderabile e dell’ inconoscibile è parte della nostra natura umana,ignorarlo, rimuoverlo, ci allontana dalla nostra condizione , la cura ci protegge da ciò che oggi non potremmo comprendere.

Lasciare che sia il Tempo, non le nostre tempistiche, a svelare ciò che non possiamo conoscere o anticipare è uno dei cardini della cura.

Nella cura di sé ed eventualmente nel prendersi cura dell’altro AMEN è una parola chiave per entrare in relazione con noi stessi , con l’altro.

Pensiamo , in quanto esseri umani con capacità e potenziale di gran lunga superiore al mondo animale, di avere molto potere su noi stessi e più facilmente su altri o sugli eventi.

Il riconoscimento del senso di onnipotenza, di superiorità, è il primo argine che dovremmo costruire per entrare in relazione (scambio).

AMEN crea quello spazio di accettazione di ciò che non potremmo conoscere, possedere, sottomettere in quanto COSì SIA.

Non prevaricare , non assoggettare, non dominare ci restituisce la condizione prima per entrare in relazione.

La cura, prendersi cura, è un argine mobile, non precostituito, la cura è per sua definizione su misura per ognuno di noi.

La cura contiene e valorizza l’umano sostenendo l’espressione della propria unicità e irripetibilità. Il riconoscimento della complessità di cui siamo portatori e unici protagonisti richiede simultaneamente l’individuazione di un apertura alla vita e al suo inconoscibile svolgimento.

Nulla di più lontano dalla rassegnazione, dalla resa volontaria, dal lassismo, dalla rinuncia, sottomissione, acquiescenza, arrendevolezza o sopportazione, … Amen, indica che quella strada presa, che quella condizione, che …ciò che vorremmo, è necessariamente COSì SIA .

ombelico del mondo

AMEN, per i credenti, coloro che riconoscono un Creatore, una dottrina nella quale riconoscere la ragione e il senso del proprio esistere, questo termine ha la sua coincidenza in quella forma religiosa.

Per i non credenti AMEN, è un termine con un origine storica, collocabile nel suo significato ma priva di qualsiasi valore trascendente.

La cura, così intesa dall’autrice, si pone trasversalmente rispetto a qualsiasi credo o posizione personale, la cura è un atteggiamento verso la vita a cui non possiamo sottrarci se non negoziando la nostra umanità.

La cura fa riferimento alla vita dal suo esordio alla sua fine, prendersi cura comporta affrontare la dimensione della profondità come ricerca e riconoscimento di ciò che è e che si rende manifesto proprio nel desiderio, nell’espressione emotiva, cioè in quelle forme del divenire.

Ciò che deve essere svelato attraverso il desiderio e l’emotività è una zona di confine con ciò che definiamo sacro, inviolabile, inaccessibile se non espresso liberamente.

Il riconoscimento di questo valore , come tutto ciò che appartiene al sistema valoriale, non è universalmente riconosciuto , resta la legittimità del suo essere chiamato.

COSì SIA

Nella cura, l’esistenza di un argine è il suo stesso fondamento, la cura è un argine alla follia, alla rinuncia della propria umanità.

Siamo un espressione visibile e conseguenza delle leggi che governano la vita , fare riferimento all’ AMEN è un riconoscere e accettare il nostro limite umano, intrinseco non potendone cogliere la ragione.

Davanti al dolore infinito di una perdita, AMEN, lascerà lo spazio per l’elaborazione del lutto ponendo un argine al non senso.

La vita è un viaggio di cui prendersi cura, Amen.

Il fattore umano

Chissà quante volte vi sarà capitato di sentire l’espressione : Fattore umano  ad indicare in modo generico la componente  variabile umana nell’esercizio, esecuzione di compiti tecnici.

Pensiamo ad un pilota di aereo, piuttosto che al lavoro del chirurgo, nell’esercizio di una professione oltre alle competenze e  del settore di appartenenza , si agglomerano , inevitabilmente , le capacità umane .

Una per tutte il controllo delle emozioni rispetto alle problematiche e complessità del lavoro.

 

In questo blog si parlerà di emozioni nelle diverse sfaccettature.

Rispetto al Fattore umano, nella lunga esperienza sanitaria , ho individuato elementi comuni alla condizione umana che ci appartiene.

Di emozioni , come anticipato si parlerà a lungo, ma , ritengo che la realtà sia più complessa ed entrino in gioco altri aspetti che fanno del Fattore Umano qualcosa di più articolato del solo controllo delle emozioni.

 

L’emozione è la risposta ad uno stimolo ambientale  ( compreso il nostro essere), una reazione affettiva intensa e di breve durata.

L’emozione  veicola  informazioni che il soggetto deve imparare a riconoscere e estrarne i contenuti psichici .

Semplificando se reagisco con rabbia o con un rossore,o qualsiasi sensazione che provo , andrebbe ascoltata e tradotta , cioè se quella persona/ evento mi fa arrabbiare/ arrossire/ indignare…sto conoscendo parti di me  che… rientreranno in quella definizione di fattore umano.

 

Come un “fil rouge”, nel blog troverete molte volte la rivalutazione e sottolineatura dell’unicità, irrepetibilità dell’umano , anche qui, nel Fattore umano , si raccolgono gli elementi comuni a tutti ma , poi, la risposta del singolo resterà unica , irripetibile che si  esprime anche  attraverso l’ emozione ( risposta singolare personale ad uno stimolo)

 

Entriamo nel merito: la memoria, la misura, il corpo, la cognizione, l’emozione sono i fondamentali del nostro essere, attraverso queste esprimiamo il nostro essere  che resta unico e irripetibile, tutto ciò è legato dal principio di relazione…ne riparleremo

Quando perdiamo parti di questi fondamentali perdiamo parti essenziali di noi.

 

Nell’esercizio sanitario parcellizzato dalla scienza a cui restiamo debitrici , può venire meno l’interesse a questi aspetti, riportarli all’attenzione mi sembra un atto dovuto sia per gli  operatori che “ in qualche modo” gestiscono la carenza/ assenza di uno o più di questi elementi, e naturalmente all’utenza che dimostra sempre gratitudine quando ne riconosciamo il valore. 

 

Un mattino ti alzi dal letto e scopri che sei sveglio,

ti guardi intorno , riconosci gli oggetti famigliari , il tappeto scendiletto, la sveglia sul comodino a fianco il cellulare, sul comò la foto dei tuoi genitori il giorno delle loro nozze, una promessa un futuro incerto , tu non eri esattamente come si sarebbero aspettati, nulla andrà come prestabilito, allora resta in ascolto di te, del tuo Fattore umano

 

Nei prossimi articoli troverete approfondimenti e letture di riferimento

Qui comincia il viaggio dentro quel “focus” che chiamiamo fattore umano che è non ciò che sei stato, non è  ciò che  vorresti diventare, non è ciò che gli altri  vedono, pensano, giudicano, non è cosa/ chi vorresti essere

noi abbiamo un corpo , è vivo senza la nostra volontà, inizia a vivere e muore senza la nostra volontà 

abbiamo delle emozioni che non possiamo scegliere, possiamo solo negarle, ignorarle , non ascoltarle, ma loro continueranno a dirci delle cose, ad esprimere chi siamo , non chi vorremmo essere, non chi dobbiamo essere, non cosa gli altri si aspettano.

 

Abbiamo un serbatoio dove è depositato tutto il nostro vissuto, attimo per attimo, lo puoi ritrovare nel corpo, tutte le volte che lo interpellerai, lo puoi trovare quando non vorresti, quando agisci d’istinto, quando non controlli un emozione, lo trovi nelle intuizioni, nei sogni, quasi mai nella mente.

 

Abbiamo il senso del limite per proteggerci dai pericoli , da noi stessi, il limite ci consente di dosare lo sforzo per superare l’ostacolo facendoci la domanda : ne vale la pena?, il limite, misura lo spazio e il tempo che abbiamo per decidere, agire,reagire, non è mai uguale

 

 

Abbiamo una mente che crea la rappresentazione della realtà , crea immagini verosimili facendo sì che ci possiamo orientare , non ci restituisce l’autenticità, non rappresenta ciò che è realmente, non è in grado di cogliere  la complessità comprensiva della dimensione della profondità delle cose.

La mente ci aiuta ad auto rappresentarci attraverso l’uso di schemi sintetici e approssimativi, ci sostiene nella visione complessiva e approssimativa dello scenario nel quale proviamo a far emergere il nostro “FATTORE UMANO”

 

IL CORPO

LE EMOZIONI

LA MEMORIA

IL LIMITE

LA MENTE

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A wonderful serenity has taken possession of my entire soul, like these sweet mornings of spring which I enjoy with my whole heart. I am alone, and feel the charm of existence in this spot.

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