Il mito del porto sicuro
“Mi offrono un incarico di responsabilità,
domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
getterò i bagagli in mare , studierò le carte
e aspetterò di vedere per dove si parte , quando si parte”un testo che racconta la viglia di una partenza che ha il sapore dell’incognita,
lascio una terra conosciuta per iniziare un viaggio dove “ sono io a tracciare la rotta”, nello specchio vedo il volto di mio padre lui giovane, io vecchio”
Partire, lasciare il conosciuto, togliere le ancore e prendere il largo, diventare grandi vuol dire farsi carico delle proprie scelte, sapere che ogni strada che decideremo di prendere sarà un aver rinunciato ad altre possibilità.
La vita è quel nastro che si svolge sotto i nostri piedi mentre andiamo nel mondo, la cura, prendersi cura di ciò che decidiamo di essere e ciò che non abbiamo scelto di essere è la bussola per orientarsi nello spazio sconosciuto e inconoscibile di quello svolgimento.
Non scegliamo di venire al mondo, non sappiamo quanta strada potremmo percorrere, non sappiamo quale bagaglio porteremo con noi, lo scopriremo vivendo.
Attraverseremo la linea d’ombra infinite volte oppure ci fermeremo al primo porto che ci sembrerà sicuro.La cura è la bussola della navigazione, prendersi cura è l’unico compagno di viaggio al quale non dovremmo rinunciare .
“Mi offrono un carico di responsabilità, mi hanno detto che una nave ha bisogno di un comandante, mi hanno detto che la paga è interessante il carico è segreto ed importante”
Quando la vita ci spinge a lasciare porti sicuri, luoghi e persone conosciute, non partire è l’unico errore da non commettere, assecondare i suoi percorsi misteriosi è la paga del viaggio, il carico da portare è sempre segreto ed importante che sia l’inizio di una nuova vita, che sia una lunga galleria da percorrere con poche luci e molte incognite, una sfida cercata o nella quale siamo inciampati…non importa ce ne prenderemo cura scoprendo quale è il suo contenuto, il suo valore che da fuori resta segreto.
Il porto sicuro è quel luogo o persona che conferma le nostre convinzioni, tiene ancorate le nostre certezze,le nostre paure,il porto sicuro conforta e sostiene oppure offende e sacrifica sempre con l’intento di essere un porto sicuro ma il richiamo del mare, a mettersi in viaggio resta la voce da ascoltare e assecondare.
Se non possiamo conoscere quanti mari attraverseremo, le bonacce, le secche e le tempeste, sappiamo con certezza che il viaggio ha un arrivo e una partenza.
Da dove arriviamo e dove andiamo è la domanda che più di ogni altra ha bisogno di cura.
Saranno le domande la bussola del nostro viaggio ,chiederci chi o cosa ci serve ci aiuterà a scegliere i porti sicuri dove affrancarsi e fare rifornimento per la navigazione.
Prendersi cura è sapere che la rotta dipende dalle condizioni del mare ,
scegliere quali bagagli , scegliere in quali porti fermarsi, scegliere i compagni di viaggio perché:

“…domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire, getterò i bagagli in mare, studierò le carte … e quando passerà il monsone dirò levate l’ancora diritta avanti tutta, questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione “
Jovanotti

