Il mito del viaggio

Primo viaggio 1497 – 1498

Amerigo partecipò al viaggio di esplorazione con Juan de la Cosa. Il probabile comandante di questa spedizione era Juan Díaz de Solís. Probabilmente fu il re Ferdinando II di Aragona a volere questa spedizione, per rendersi conto se la terraferma fosse realmente distante dall’isola di Hispaniola ed avere così una visione più ampia e precisa delle nuove terre. Le navi toccarono terra probabilmente nella attuale penisola della Guayira (Colombia), in quanto nelle sue lettere Vespucci descrive i nativi locali e il loro uso delle amache, e la loro descrizione fa pensare agli indigeni Guyairos.

Una delle tante eccellenze italiane approda in questi giorni nel porto di Genova, la sintonia è perfetta.

Genova La Superba. La sua storia vibrante storia che ad oggi si respira ancora nei palazzi delle famiglie che resero una città di mare una potenza nel mediterraneo. La famiglia Doria, i Pallavicino, De Ferrari ….per citare le più note, ai tanti turisti che visitano il nostro centro storico.

Città di mare, città di racconti di viaggio, che siano di scoperta di nuove terre o di conquiste o ancora oggi si viaggia per conoscere attraverso.

Sono trascorsi più di 500 anni dalla necessità di avere una mappa esaustiva del pianeta in cui abitiamo. Oggi si viaggia per spostarsi, per conoscere sul campo, per svago , per confondersi.

La cura è il riconoscimento del nostro personale viaggio in cui sappiamo solo la data di partenza e mai quella di arrivo e questo richiede ricordare il suo valore.

Il blog ha come frase di sintesi: la vita è un viaggio di cui prendersi cura, si racconta di viaggi dell’anima che , se per definizione ed essenzialmente sono personali , esclusivi, unici e irripetibili, hanno necessità di una mappa , di tracciare percorsi , di ricordare che ci sono terre da conquistare , non più legate al globo terraqueo bensì al riconoscimento e crescita dell’umano.

Il viaggio, il nostro viaggio coincide con il nostro arrivo e la prima disperata speranza che qualcuno si prenda cura di noi.

Dall’infanzia alla pubertà dovremmo fare un viaggio in acque tranquille al fine di fare conoscenza e prendere confidenza con l’ambiente circostante.

Se abbiamo la fortuna di avere dei care-giver o dei genitori accudenti, non troppo manipolativi o troppo poco preparati potremmo cominciare a riempire la nostra valigia di coordinate, di come si legge una mappa ( come costruire relazioni sane e nutrienti) , di come si legge il cielo per orientarsi,( tutto ciò che è più grande di noi e non possiamo comprendere) , di quanto coraggio disponiamo nel nostro personale bagaglio, su quali talenti e attitudini possiamo fare conto.

Nei primi anni di vita si impara a nuotare, imparando a conoscere quel corpo che galleggia , che quindi ha una sua autonomia e sufficienza si scoprono i movimenti nello spazio esterno e lentamente si riconoscono i movimenti interiori : le emozioni ,sogni, capacità intellettive, uno spazio da occupare e uno spazio che potrà essere condiviso senza sottrarre il proprio.

Mito del viaggio

Da bambini, la necessità di movimento è l’ espressione di molteplici aspetti: l’energia vitale;l’esplorazione dello spazio e dei confini;la consapevolezza progressiva del proprio corpo; la misura e il rispetto di questi confini; il conflitto, la sua risoluzione; la crescita e il cambiamento.

La stella polare per ognuno dovrebbe essere quell’idea di bene che dovrebbe orientare le nostre scelte. Non è sempre implicito possedere questa bussola, molti faranno l’esperienza del male per sé o ad altri prima di trovare questa modalità, prima di darsi questa direzione.

Ogni viaggio è unico e irripetibile, prima di esprimere giudizi ricordiamoci di ascoltare.

Nei primi 10/12 anni di vita dovrebbero insegnarci che in questo viaggio si paga un biglietto: sono i compromessi da fare.

Avere delle indicazioni riguardo il prezzo del viaggio può venire solo da chi ha fatto esperienza e ha riconosciuto il valore delle scelte fatte.Le scelte che compiremo lasceranno sempre strade non percorse, azioni mancate, non sempre potremmo essere certi del giusto compromesso tra risultato ottenuto e ciò che avremmo perso, questo è il prezzo del viaggio.

Imparare che si deve lasciare andare e che non tutto si può controllare dovrebbero essere nella valigia prima di prendere il largo.

Ancora una nota, a Genova c’è il più grande e importante ospedale pediatrico di Europa, a ricordare che talvolta il viaggio inizia in salita o il suo inizio coincide con la sua fine.

Non sempre possiamo spiegare o comprendere ma possiamo metterci in ascolto, cercare un senso e imparare a leggere la mappa del cielo.

La vita è un viaggio di cui prendersi cura.

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A wonderful serenity has taken possession of my entire soul, like these sweet mornings of spring which I enjoy with my whole heart. I am alone, and feel the charm of existence in this spot.

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