A tutto ciò che appartiene al nostro mondo reale, fisico: gli oggetti, le persone, la natura,abbiamo dato un nome , una connotazione linguistica e poi simbolica.
Ogni cosa che esiste può essere nominata e questo produce in noi, nella nostra mente un immagine che ci consente di decodificare la realta’, di orientarci nel tempo e nello spazio.
Far coincidere il nome e la cosa: es: l’albero, crea una realtà.
La coincidenza tra il nome el’immagine, ci consente di dare forma alla realtà nel senso convenzionale.
Se iniziamo a parlare di cose astratte la comprensione si complica; se parliamo di pace , in linea prevalente si penserà all’assenza di guerre, si potrà dare una connotazione immaginaria dove il silenzio, la natura, un ambiente che susciti armonia e bellezza, diventano espressione di un contesto che trasmette l’assenza di ogni prevaricazione .
Ecco qua che la realtà nel suo significato si complica.
Quando non facciamo più riferimento agli oggetti , a cose , alla materia ,resta molto più arbitrario definire cosa sia la realtà.
Il vocabolario mette realtà in contrapposizione con l’ illusione.
Le neuroscienze spiegano che la realtà risponde ad una ricostruzione operata dal nostro cervello creando quindi realtà soggettive perché elaborate in modo soggettivo.
Ma cosa vuol dire oggettivo, reale ,se ognuno di noi interpreta la realtà secondo i propri schemi ?
La realtà esiste come convenzione, se c’è un albero siamo tutti d’accordo sulla definizinone che corrisponde all’oggetto resta l’imperfezione che ognuno percepirà la stessa immagine “ a modo suo”.
La filosofia ha scritto ipotesi interessanti e suggestive per descrivere l’indescrivibile, ognuna contiene spunti di partenza per riflettere sull’arbitrarietà della realtà.
Per Platone ciò che non era reale era un “idea”, questa poteva appartenere a diverse categorie ( valori,forme geometriche , cose naturali e cose artificiali).

Per I. Kant la realtà aveva due forme : una conoscibile ( fenomeno)e una non conoscibile o noumeno ( realtà oggettiva ma inafferrabile all’esperienza).
Sarebbe lungo l’elenco dei contributi all’ontologia ma…
…“La cura” è un blog che ha come scopo quello di accendere qualche riflessione su come prendersi cura di se e talvolta anche degli altri.
La cura riconosce la realtà soggettiva che si manifesta come espressione di una volontà unica e irripetibile, la cura è il riconoscimento di quell’unicità di cui ognuno di noi è portatore.
La realtà , nella cura , resta l’espressione soggettiva di una volontà che si rende manifesta

